martedì 11 luglio 2017

QUELLO CHE È SUCCESSO A JOANA di Valèrio Romão

Continuiamo il nostro mese del #IndieBBBCafè dedicato a Caravan Edizioni e lo facciamo con un libro bellissimo e struggente, che è anche la loro ultima uscita.
Parlo di Quello che è successo a Joana dello scrittore e poeta portoghese Valèrio Romão. Questo romanzo insieme ad un altro intitolato Autismo, nelle intenzioni dell'autore, dovrebbero far parte di una trilogia intitolata Paternità mancate.

Joana aspetta da otto anni di diventare madre. Insieme al marito ha già cambiato tre volte il colore della stanza del bimbo.
Quando una notte, al settimo mese di gravidanza, le si rompono le acque, corre in ospedale seguendo un piano che ha programmato sin nei minimi dettagli.
La sala travaglio è una stanza delle torture dove le donne affrontano la ritmicità dei dolori nell'indifferenza professionale del personale sanitario. Ma le cose non vanno secondo le previsioni. Errore umano? Destino geneticamente determinato?
Unica via di fuga per far fronte a un inaccettabile fallimento sarà scivolare in una follia straripante, in grado comunque di procurare a Joana un'inattesa forma di consolazione.


Lo stile di Valèrio Romão è ricco e corposo, a volte diventa quasi lirico e astratto sottolineando così il suo essere anche poeta. Una scrittura che all'inizio appare un po' complicata, difficile da seguire, ma basta prenderci un po' la mano e nel giro di poche pagine scorre benissimo, fluida e veloce. Così veloce che a un certo punto ho rallentato la lettura, perché non volevo finirlo troppo in fretta e desideravo gustarmelo appieno fino all'ultima pagina.

Il romanzo comincia con una scena inquietante, a tratti disturbante per quello che succede e per come è descritto. Dopo aver superato l'ostacolo di leggere quei contenuti, ho capito che era una scelta azzeccatissima dell'autore: con quella scena il lettore prende subito confidenza con l'ambientazione inquietante, sconvolgente e a volte surreale, che poi incontrerà qualche pagina dopo e che lo accompagneranno, con sensazioni ed emozioni veramente forti, per tutto il romanzo.
Ci ritroviamo a vivere quello che per Joana dovrebbe essere uno dei giorni più belli della sua vita, ma che a causa di un infausto destino, si trasforma in un incubo terribile.
La povera Joana si ritroverà, abbandonata in una sala travaglio insieme ad altre donne, a soffrire e ad avere paura, senza la possibilità di affidarsi alla compassione di nessuno, nemmeno di suo marito che verrà tenuto distante e all'oscuro di questo momento precedente al parto.
La protagonista all'inizio cercherà di farsi carico anche della sofferenza delle altre partorienti, aiutandole e sostenendole; ma ben presto quella situazione frustrante e sconvolgente avrà la meglio su di lei e la isolerà nel suo letto, sprofondata quasi nella follia, in attesa di mettere al mondo suo figlio.
Al lettore, del tutto avviluppato e coinvolto dalla storia, sembrerà di essere in quella terribile sala travaglio, sentendo le urla e le imprecazioni delle donne, i loro pianti e sospiri. Io mi sono ritrovata a desiderare di riuscire a tenere la mano di queste ragazze e poterle consolare.

Un perfetto e incisivo romanzo di denuncia sulla situazione delle partorienti in alcuni ospedali. Donne spaventate, confuse e doloranti lasciate completamente a sé stesse. Dottori troppo arroganti e altezzosi per concedere una parola gentile o un po' di conforto. Infermiere distratte, frustrate e indifferenti che non si permettono nemmeno un minimo di educazione e delicatezza nel trattare le povere gestanti.
Un ambiente decisamente ostile, che sicuramente non prepara, non mette a proprio agio e che non permette di vivere serenamente una delle gioie della vita (o che almeno dovrebbe esserlo).
Vi avviso che si prova molto stupore misto a tristezza leggendo come viene trattata Joana e cosa è costretta a sopportare, l'empatia nei suoi confronti è tanta, ma c'è anche molta rabbia. Rabbia verso il personale sanitaria, al quale una persona si affida in un momento di bisogno e di sofferenza e che non è in grado di dare una risposta empatica e rassicurante.

Non crediate che sia solo un romanzo, cioè non pensiate che sia tutto inventato o circoscritto ad alcuni ospedali portoghesi. No cari miei, purtroppo no. Si tratta di una realtà molto comune, presente in moltissimi ospedali del mondo, anche molti in Italia.
Per questo motivo è nata anche una campagna in tutto il mondo (in Italia è contrassegnata dall'hashtag #bastatacere) contro la violenza ostetrica. Potrete leggere la testimonianza di migliaia di donne che raccontano di come sono state trattate male, in modo irrispettoso, a livello fisico e psicologico da dottori, ostetriche e infermiere, molte umiliate pesantemente e derise, trattate peggio che animali.
Se vi interessa approfondire vi lascio il link all'articolo del Corriere della Sera che spiega tutto molto bene e riporta anche alcune testimonianze, in modo che possiate farvi un'idea di questa grave piaga che una società civile e rispettosa non dovrebbe avere, soprattutto in ambienti delicati come gli ospedali.

Come finirà questa storia? Cosa succederà a Joana? Troverà un po' di pace e sollievo? Non sarò certo io a dirvelo, ma dovrete leggere questo splendido libro.
Per qualcuno sarà dura e difficile, ma vi sprono ad arrivare fino in fondo perché ne vale veramente la pena. Una storia toccante, che vi entrerà nel cuore per non abbandonarvi più. Perfettamente scritta, ricca di dettagli e accuratamente costruita; una lettura drammatica e sconvolgente, che vi aprirà anche gli occhi su una realtà estremamente attuale e troppo comune nel mondo.

giovedì 6 luglio 2017

Uno sguardo al catalogo di CARAVAN EDIZIONI

Questo sarà un breve post in cui vi racconterò un po' alcuni libri Caravan edizioni che mi piacerebbe leggere. Naturalmente mi piacerebbe leggerli tutti, e prima o poi lo farò, ma per ora diamo uno sguardo a quelli più interessanti secondo me.

Il primo in assoluto che vorrei avere è Rivendicazione dei diritti delle donne, che insieme agli altri due che ho Dichiarazione dei sentimenti e Alle fanciulle e alle figlie del popolo andrebbero a formare un bel terzetto di letture femministe. Infatti questo libricino è uno dei primi documenti di filosofia femminista, scritto addirittura nel 1792.
Per curiosità l'autrice di questo documento, Mary Wollstonecraft, donna forte ma dalla vita breve, è anche la madre di Mary Shelley l'autrice di Frankenstein.




Avendo cominciato a leggere Qualcuno cammina sulla tua tomba, che vi assicuro è bellissimo e molto curioso, mi sembra doveroso leggere la prima pubblicazione di Mariana Enriquez cioè Quando parlavamo con i morti,
Si tratta di tre racconti inquietanti: uno su una tavola ouija, uno su una donna sfigurata e il terzo parla di Machi, che gestisce l'archivio dei bambini scomparsi e si affeziona al caso di una prostituta quattordicenne.
Se vi piace questo genere non potete certo lasciarvelo scappare, io non sono un'amante di questi libri, ma lo trovo estremamente interessante e affascinante che non vedo l'ora di leggerlo.



Un'altro libro interessante è Opendoor, di Iosi Havilio, ambientato in un paesino vicino a Buenos Aires racconta la storia di una donna, la cui compagna è sparita nel nulla, e lei si ritrova a stringere relazioni con persone sofferenti quanto lei, che la porteranno a perdersi sempre di più.
Prima opera di questo scrittore argentino ricca di disagio, smarrimento e malinconia, promette di essere molto bello e coinvolgente.






In finale c'è Bastardia, della scrittrice portoghese Hélia Correia, una storia di crescita e consapevolezza di sé, ma anche di un viaggio importante per un ragazzo, che desidera con tutte le sue forze, e che forse è predestinato a fare a causa di un sortilegio fatto a sua madre.
La giusta dose di avventura e magia tipica della letteratura portoghese, spagnola e anche sudamericana.






Non so voi ma io sono molto curiosa di leggere questi libri, che faranno parte sicuramente dei miei prossimi acquisti.
E ora tocca a voi: cosa vi piacerebbe leggere di Caravan edizioni? Andate subito a consultare il loro catalogo e poi venite subito a dirmelo. Aspetto i vostri consigli.

lunedì 3 luglio 2017

Indie BBB Café | Intervista a CARAVAN EDIZIONI

L'Indie BBB Café ha aperto le sue porte a gennaio con la prima casa editrice ospite che è stata CasaSirio Editore. Da allora ogni mese l'abbiamo dedicato a una piccola realtà editoriale italiana, in ordine sono state: Las Vegas Edizioni, Eris Edizioni, Exòrma Edizioni, SUR e Gorilla Sapiens Edizioni.
Nel mese di luglio tocca a me, e io vi voglio presentare una casa editrice davvero speciale, con dei prodotti editoriali interessanti e di qualità: Caravan Edizioni, che pubblica soprattutto letteratura contemporanea del Sud America, ma tra le loro proposte c'è molto di più...

Il logo di Caravan edizioni
Benvenuti, è un piacere per me ospitarvi tra i miei appunti.
Cominciamo dall'inizio: come nasce Caravan edizioni e qual è la vostra linea editoriale?

Grazie intanto per l'ospitalità! Caravan nasce nel 2010 a Roma per volontà di quattro donne, appassionate di viaggio, letteratura e identità culturale. Nel 2013, dopo una "pausa" di un anno, la casa editrice riparte con una squadra leggermente cambiata ma medesimi intenti. Attualmente abbiamo due collane principali: in "Bagaglio a mano" esploriamo la narrativa contemporanea, in particolare quella proveniente dall'America del Sud, mentre nella collana "Segnavia" recuperiamo testi fondativi sui diritti umani, e in particolare sui diritti delle donne. Per quanto riguarda la narrativa, il filo rosso è il modo in cui le nuove generazioni percepiscono il passato a volte oscuro vissuto dai loro padri. Ma nel caso di Mariana Enriquez, ad esempio, questo tema si intreccia con quello dei diritti delle donne, ripreso nella collana "Segnavia". Insomma, che si tratti di storie o saggistica, i nostri libri dialogano sempre tra loro.

Nella collana "Bagaglio a mano" pubblicate principalmente autori del Sud America, ma anche qualcosa dell'Est Europa. Come mai la scelta di paesi così distanti tra loro geograficamente e culturalmente parlando? C'è forse qualcosa che li accomuna?

Sì, sicuramente Sud America ed Est Europa hanno un legame profondo, dovuto a diversi flussi migratori, anche se a conti fatti questo legame, almeno nel caso degli autori da noi pubblicati, si ripercuote poco in termini di peculiarità letterarie. C'è un romanzo brasiliano che avremmo potuto pubblicare che racconta la ricerca delle proprie origini brasiliane da parte di un uomo polacco, e a pensarci bene ce n'è un altro ceco che racconta le origini ceche di una donna argentina. Diciamo che se avessimo pubblicato questi e altri romanzi a poco a poco il legame sarebbe affiorato più chiaramente. Lo stesso Krupa, autore del nostro Serpenti, ha un cognome polacco. Ma per farla breve, Pensi che ci saremmo potuti conoscere in un bar? è stato l'inizio, molto riuscito, di una sotto-collana che non si è mai avviata, e che avrebbe ospitato autori dell'Est Europa. Per tanti motivi, abbiamo preferito concentrarci sui giovanissimi latinoamericani.

Vorrei evidenziare particolarmente la vostra collana "Segnavia", che tratta argomenti decisamente importanti come i diritti delle donne. Questo tema mi sta molto a cuore e cerco di portarlo sempre più in luce nel mio blog, parlando appunto di libri con queste tematiche. Ce ne volete parlare un po' di più? Come è nata l'idea e perché è stato scelto proprio questo tema? Sono previste altre uscite in questa collana?

Anche a noi sta molto a cuore il tema, come si può evincere. Crediamo che i nostri "libricini delle femministe", come li chiamiamo scherzosamente tra noi, dovrebbero trovarsi in tutte le case. È una cosa che va al di là dell'aspetto commerciale di una casa editrice. Tant'è che parliamo di volumetti spillati da tre euro e cinquanta (della cui veste grafica, detto tra parentesi, siamo particolarmente fieri). Si tratta,più seriamente, di testi fondativi, rivelatori, necessari alla comprensione di quella che è stata la condizione della donna fino all'altro ieri. Ma c'è di più, sono testi brillanti, illuminati, e, nel caso della Wollstonecraft, persino divertenti. Sicuramente rimarranno una costante all'interno delle nostre pubblicazioni.

Tre libricini della collana Segnavia

Che cos'è esattamente "Traviesa" e perché avete deciso di portarla in Italia?

Traviesa è una splendida realtà, una rivista latinoamericana che mette insieme giovani autori di tante nazionalità diverse, producendo numeri digitali composti da quattro racconti ciascuno. Noi, semplicemente, ci siamo proposti di tradurre alcuni numeri e di importarli in Italia. Tra questi autori, Rodrigo Hasbún, classe 1981, è da poco stato pubblicato da SUR.

Quali sono i punti forti di Caravan edizioni? Cosa la differenzia dalle altre realtà editoriali? E quali sono, invece, i limiti che si incontrano essendo una piccola Casa Editrice indipendente?

Sappiamo di essere mossi principalmente dall'amore per le letterature che trattiamo, e per i nostri libri, in quanto oggetto cartotecnico e in quanto veicolo di contenuti che sanno alternare l'intrattenimento alla riflessione. Facciamo pochi libri l'anno, forse è questo a differenziarci da altri editori, ma non possiamo sostenere che questo implichi una cura editoriale maggiore, per quanto noi davvero ci mettiamo l'anima affinché i nostri libri siano "corretti" da tutti i punti di vista. I limiti si sono intravisti nella seconda domanda, parlando di libri che avremmo voluto fare e che non abbiamo fatto, a volte perché i diritti erano fuori dalla nostra portata, altre perché, in generale, abbiamo mezzi ridotti.

C'è in progetto qualche novità? Qualche prossima uscita che ci potete anticipare?

Parliamo dell'ultimo libro in uscita, Quello che è successo a Joana di Valério Romão, un libro molto intenso che parla della maternità ospedalizzata e che, va detto, potrebbe scuotere qualcuno per via della trama e delle atmosfere. È un libro difficile, al quale crediamo moltissimo, e speriamo che superi l'ostacolo della paura iniziale da parte di giornalisti e lettori. Ma consiglio anche il secondo libro di Mariana Enriquez, che nel frattempo è stata pubblicata anche da Marsilio, e che è un viaggio narrativo tra i cimiteri di tutto il mondo; si intitola Qualcuno cammina sulla tua tomba.

Le ultime due novità Caravan edizioni

Ultima domanda. Naturalmente prima di essere editori siete dei lettori. Ci dite due libri che, secondo voi, tutti dovrebbero leggere e perché?

Sì, siamo lettori, e lettori voraci, e anche tra noi molto diversi: c'è chi ama João Guimarães Rosa e chi Bernhard, chi Fenoglio e chi i manga. Forse proprio per questa varietà di preferenze non riusciamo ad accordarci su due libri che vadano bene per tutti. Ma chi leggerà quest'intervista se ci scriverà via mail avremo il piacere di dargli qualche consiglio su misura, e non necessariamente dal nostro catalogo.

Grazie mille per la disponibilità, attraverso queste risposte è emersa proprio tutta la passione e l'amore che provate per il vostro lavoro e i libri in generale.
Tenete duro e continuate sempre così, perché abbiamo bisogno di editori come voi, che credono in ciò che fanno, e tutto l'impegno che ci mettete si rispecchia negli ottimi prodotti che pubblicate.


Se l'intervista vi è piaciuta e vi ha incuriosito, andate subito nel sito di Caravan edizioni a spulciare un po' il loro interessantissimo catalogo, e andate a trovarli nella loro pagina Facebook.
Non dimenticate di mettere mi piace alla pagina delle Book Bloggers Blabbering per non perdervi tutte le recensioni ai libri Caravan che condivideremo con voi per tutto il mese di luglio, saranno degli ottimi suggerimenti per le letture sotto l'ombrellone.
E io tornerò da queste parti venerdì, perché non ho ancora finito di parlarvi di questa straordinaria casa editrice, e vi illustrerò un po' il loro catalogo elencando i libri che desidero leggere assolutamente.

venerdì 30 giugno 2017

CALENDARIO DELLE LETTURE DI LUGLIO

C'ho preso proprio gusto con questo calendario delle letture, lo attendo con ansia e durante tutto il mese mi sfido a terminare la quantità di letture che mi sono prefissata e a pensare che libri inserire nel prossimo (finché dura prendiamoci dentro...).
Dato che è diventata una rubrica fissa, ha diritto al suo banner, che realizzerò nei prossimi mesi (appena ho due minuti di tempo) così da rendere tutto più ufficiale e ordinato.
Intanto partiamo con le letture che ho intenzione di fare a luglio. Non saranno tante, perché in questi mesi ho intenzione di mollare un po' la cinghia con il blog e godermi l'estate in relax (anche perché accendere il computer con questo caldo è da spararsi!!)

Prima di tutto vi informo che #IndieBBBCafé delle Book Bloggers Blabbering di questo mese sarà interamente dedicato alla Caravan edizioni. Non perdetevi la mia intervista alla Casa Editrice che sarà pubblicata qui sul blog lunedì, e anche tutti i bellissimi consigli di lettura che vi daremo durante tutto il mese.
Dal canto mio io leggerò due libri Caravan, per poi parlarvene.
Il primo sarà Quello che è successo a Joana di Valerio Romão. Romanzo secondo me straziante di una donna al settimo mese di gravidanza che le si rompono le acque e si precipita in ospedale. Oltre all'ambiente terribile della sala travaglio e all'indifferenza del personale sanitario, qualcosa non va per il verso giusto. Errore umano o destino? Lo scopriremo, mentre la nostra povera Joana sprofonderà in una spirale di follia straripante.
Mi incuriosisce tanto, anche perché tempo fa ho letto un'illuminante articolo su quello che passano le partorienti in sala parto e durante il ricovero successivo. Aneddoti indicibili, che fanno indignare e vergognare. Comunque approfondirò l'argomento se questo è, in parte, il tema del libro e potremo discuterne sotto la recensione.

Secondo libro Caravan è Qualcuno cammina sulla tua tomba di Mariana Enriquez. Regalatomi gentilmente mentre mi trovavo a Roma per Più Libri Più Liberi il dicembre scorso.
Un libro che mi ha incuriosita subito dal titolo e poi mi ha letteralmente conquistata quando ho scoperto che al suo interno l'autrice racconta la storia di persone del tutto comuni, ma con vicende curiose e interessanti, sepolte nei cimiteri più suggestivi del mondo, da Genova a New Orleans fino a Parigi.
Non c'è assolutamente nulla di macabro in questi racconti, mantenendo un certo rispetto per i defunti, ma anche un po' di ironia per non appesantire la situazione.
La vita delle persone, reali e non, mi ha sempre incuriosita, è anche per questo che sono un'accanita lettrice, non è forse per questo che si legge? Per scoprire e immergersi nella vita di qualcun'altro? E farlo attraverso una passeggiata tra le tombe di diversi cimiteri in compagnia della Enriquez mi affascina molto.

Ultimo libro, ma già in lettura in questo momento, è il piccolissimo (appena 80 pagine) ma intensissimo e coinvolgente L'altra figlia di Annie Ernaux, questa volta de L'orma Edizione.
Una lettera che l'autrice scrive alla propria sorella morta due anni prima che lei nascesse. Un racconto intimo e toccante, che la Ernaux fa a cuore aperto, interrogandosi su che ruolo ha avuto questa sorella invisibile nella sua vita e nella vita dei suoi genitori.
Veramente una lettura veloce date le poche pagine, ma alla quale bisogna prestare molta attenzione. Sa scavare nei sentimenti e nelle emozioni umane, fino a commuovere.


Ecco qui. Come potete vedere questo mese mi concentrerò su sole tre letture, ma nulla mi vieta di cominciarne altre quando le avrò finite queste, solo che non voglio programmarle ora. Ho molto tra cui scegliere: alcuni racconti, un paio di libri nuovi e molti libri che attendono da tempo nella mia libreria... Deciderò con calma quando sarà il momento, per ora va bene così.
A dire la verità avrei ancora in lettura Tredici di Jay Asher, che trovo estremamente noioso e lo sto trascinando da due mesi ormai, ma cercherò di finirlo il prima possibile in modo da parlarvene nel prossimo Romanzi a Puntate.

E voi avete letto o avete intenzione di leggere qualcuno di questi libri? Avete già deciso quali saranno le vostre letture sotto l'ombrellone? Avete qualcosa da consigliarmi?
Ci vediamo lunedì con l'intervista alla redazione di Caravan edizioni, non mancate!!

mercoledì 28 giugno 2017

ROMANZI A PUNTATE: DIECI PICCOLI INDIANI di Agatha Christie


Circa un mese fa ho visto che in televisione davano le due puntate della mini-serie omonima del capolavoro di Agatha Christie Dieci piccoli indiani. Dato che non avevo mai letto un giallo (lo so, è vergognoso) e soprattutto mai un giallo di Agatha Christie (ancora più vergognoso), ho deciso che era arrivato il momento di provare questo genere, e quale scelta migliore se non cominciare con la regina del delitto in persona?!
Per una volta la televisione mi ha spinta ad uscire dalla mia zona confortevole, mi ha fatto affrontare un genere diverso dal solito, che mi ha conquistata e che da ora leggerò molto volentieri.

Dieci persone estranee tra loro sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l'invito.
Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli, hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. e una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini.
Per gli ospiti intrappolati sul quell'isola è l'inizio di un incubo: angoscia, paura, terrore, panico e quasi isteria. Emozioni e accuse reciproche che si susseguono omicidio dopo omicidio, fino alla rivelazione finale.





Lo stile di Agatha Christie è sublime: con pochissime descrizioni è in grado di caratterizzare perfettamente i personaggi, e qui ce ne sono dieci tutti distinguibili tra loro, riconoscibili immediatamente quando appaiono in scena. I dettagli che il lettore ha su ogni personaggio sono molto scarni, ma incredibilmente nella sua mente si delineano delle figure precise, con tratti somatici e caratteriali specifici, creando personaggi a tuttotondo.
La scrittura è semplice e diretta, pochi e veloci dialoghi, facile da seguire anche quando l'autrice cambia le carte in tavola e tenta di disorientare il lettore, ma senza confonderlo, in modo da non perdere la sua attenzione.
Una vera e propria detective story con le sue formule e convenzioni, in cui il lettore è continuamente sorpreso da rivelazioni, scoperte e intrecci. Un'opera intelligente e curata nei minimi dettagli, che fa lavorare la mente di chiunque la legga, stimolando il ragionamento, le riflessioni e accrescendo la curiosità. Una vera partita d'intelligenza tra autrice e lettore che, manco a dirlo, si conclude a favore della Christie.

Non ci sono assolutamente descrizioni di sangue e violenza, è tutto molto più sottile e pacato, più psicologico ed emotivo, in grado di creare comunque una tensione crescente, che parte in sordina per poi esplodere nelle ultime pagine, man mano che ci si avvicina alla risoluzione del caso.
Ho riscontrato anche una certa vena ironica nel descrivere alcune scene, forse un modo per smorzare la tensione del momento, che provoca dei sorrisi amari dato ciò che si sta leggendo.
In quest'opera c'è la volontà di impartire una morale ottimistica alla fine, ma mi sono informata e a quanto pare è una cosa che ricorre in tutti i libri di Agatha Christie. Alla fine la verità e la giustizia trionfano sempre, in qualche modo il colpevole (o i colpevoli...) ha ciò che si merita, al contrario di quanto accade di solito nella realtà e ciò ha l'intento probabilmente di rasserenare il lettore.

Per gran parte della storia i personaggi sono sospettosi e diffidenti tra loro, il sospetto verso chiunque è una costante, sia nella mente del lettore, sia tra i dieci protagonisti che continuano ad accusarsi a vicenda. Un costante senso d'angoscia, di tensione e sospetto verso tutti aleggia su ogni pagina, ed è estremamente affascinante e coinvolgente.
Sicuramente questa lettura ha fatto muovere costantemente le rotelle del mio cervello. Ho sospettato di diversi personaggi, ho fatto riflessioni e ragionamenti per cercare di capire cosa stesse succedendo in realtà, sono arrivata addirittura a pensare all'esistenza di una forza superiore che manovrasse i fili della storia. Ma non c'è nulla di soprannaturale nelle opere di Agatha Christie. Tutto è molto realistico e frutto della, contorta e sadica, mente umana. Arrivando alle conclusioni finali, in cui tutto viene svelato, ho sorriso divertita scoprendo di non aver capito proprio nulla, di essere stata ingannata perfettamente dall'autrice che ha seminato indizi lungo tutto il libro, ma che non li ho saputi leggere correttamente.
Una lettura coinvolgente, che mi ha tenuto incollata alle pagine fino alla fine, e che poi ha saputo sorprendermi come pochi libri riescono a fare.

La BBC One ha trasmesso nel 2015 la miniserie omonima tratta da questo romanzo; originariamente composta da tre puntate di 60 minuti ciascuna, ma ridotte a due da un'ora e mezza quando è stata trasmessa in Italia per la prima volta nel novembre del 2016.
Questa è solo l'ultima, in ordine cronologico, delle innumerevoli trasposizioni cinematografiche, televisive e teatrali di quest'opera. Personalmente ho visto solo questa e mi è sembrata molto accurata nelle sceneggiatura, nella scenografia e nei costumi, molto fedele al libro.
Gli attori scelti sono tutti molto bravi. Questa è una storia che si svolge molto tramite gli sguardi e il non detto e le loro interpretazioni sono magistrali: con un solo sguardo riescono a trasmettere emozioni intense e tensione.
Tra i più noti Aidan Turner, che qui interpreta Philip Lombard, e potete vederlo anche nei panni di Ross Poldark nell'omonimo period drama; Charles Dance, qui il giudice Wargrave, ma che nei nostri cuori sarà sempre papà Lannister de Il trono di spade; Miranda Richardson attrice britannica che interpreta l'austera Emily Brent, ma che ha al suo attivo innumerevoli serie TV e altrettanti film (tra cui anche Harry Potter); e Sam Neil, neozelandese, famoso soprattutto per i suoi ruoli in pellicole cinematografiche (come ad esempio nell'ultimo film Marvel, Thor: Ragnarok) e in questa miniserie è il generale MacArthur.

Ci sono delle differenze tra romanzo e serie TV, come è ovvio che sia quando c'è questo cambiamento di registro. Alcune cose che funzionano nei libri non sono trasportabili sullo schermo, e dal canto suo la televisione usa tecniche diverse per mettere al corrente lo spettatore di alcune cose, come ad esempio l'uso dei flashback che in questa miniserie servono soprattutto a far conoscere la storia pregresse dei personaggi, fondamentale per capire lo svolgimento della storia.
Altri piccoli particolari discostano dalla storia originale: come ad esempio il nome dell'isola, perché i tempi sono cambiati e socialmente non sarebbe più accettato il nome originale Nigger Island. Anche l'usare sempre e solo il termine "indiani" al posto di "negretti" usato invece nel romanzo, sottolinea il cambiamento della società e che certi termini non è più giustificato usarli.
Hanno aggiunto anche una storia d'amore tra Vera Claythorne e Philip Lombard, che nel romanzo non esiste proprio, perché la sottotrama amorosa incuriosisce sempre e appassiona, anche se in una storia come questa non ce n'era proprio bisogno.

Nella miniserie tutti e dieci i personaggi appaiono colpevoli di omicidio a loro modo, attraverso numerosi flashback il telespettatore capisce che tutti e dieci i protagonisti hanno un animo cattivo e che nel passato hanno commesso un crimine di cui non si pentono più di tanto, perché hanno delle motivazioni per cui si giustificano. Nel romanzo invece questo non è così chiaro, ma viene lasciato al giudizio del lettore. Quello che nella serie TV è dato per certo e sicuro, cioè la colpevolezza di tutti, nel romanzo è sottinteso e per alcuni personaggi addirittura non si ha mai la certezza della loro colpevolezza, nemmeno a romanzo concluso.

Un'ottima trasposizione che permette di arricchire le immagini che si erano create in mente durante la lettura. Le ambientazioni sono perfette, così tetre e cupe, a volte con risvolti horror e spaventosi, da far venire veramente i brividi. E la musica di sottofondo, usata per l'intera durata della serie (tre ore) senza interruzioni, ma con alcuni picchi a sottolineare le scene più incisive, crea un'atmosfera ricca di tensione, agitazione e senso di claustrofobia.
Insomma una visione perfetta da fare dopo la lettura di questo capolavoro di Agatha Christie, che riesce a trasmettere esattamente le stesse emozioni del romanzo e che non deluderà nemmeno i più affezionati al libro.

venerdì 23 giugno 2017

MOBY DICK E ALTRI RACCONTI BREVI di Alessandro Sesto

Questo era un libro Gorilla Sapiens che volevo da tanto tempo. ne avevo letto recensioni entusiastiche e me ne avevano parlato benissimo.
Quindi ringrazio di cuore Simona. del blog Letture Sconclusionate, per avermelo regalato il dicembre scorso, quando mi sono recata a Roma a trovarla.
Dato che l'#IndieBBBCafè delle Book Bloggers Blabbering dedica tutto il mese a questa divertente e particolare Casa Editrice, è un piacere per me parlarvi di quest'opera.

Può la lettura influenzare la routine quotidiana?
Cos'hanno in comune la vita di un impiegato e di un poeta maledetto?
Perché non bisogna mai dire Adios, Scheherazade?
Qual è il vero significato della manzoniana espressione vile meccanico?
Come mai Leopardi rimpiangeva la vita prima di Facebook, pur vivendo prima di Facebook?
Sono solo alcuni dei quesiti a cui cercherà di rispondere l'eroe di questi racconti: un irriducibile amante dei Classici che proverà a "vivere secondo Letteratura", cacciandosi suo malgrado in situazioni surreali ed esilaranti.
Una guida dissacrante e arbitraria alle opere dei grandi della letteratura.


Ciò che salta subito agli occhi, leggendo Moby Dick e altri racconti brevi, è l'indiscussa conoscenza che l'autore ha dei Classici della Letteratura mondiale e degli scrittori che l'hanno creata. È  una cosa che non si può mettere in dubbio, nemmeno per un momento durante la lettura, perché traspare in ogni pagina e in ogni riga.
Anche la cultura e la preparazione di Alessandro Sesto è palese. Il linguaggio usato è ricercato e di livello, ma non appare mai pretenzioso, caratterizzato da un'ironia intelligente e mai volgare.
In questo modo viene consegnato nelle mani del lettore un libricino con racconti interessanti, comici, veloci e piacevoli da leggere, ma soprattutto studiati e composti accuratamente.

Si capisce subito che non sono semplici racconti di vita quotidiana, ma più che altro un analisi diversa dal solito, molto ironica, su alcuni romanzi Classici (quelli con la C maiuscola) come ad esempio Moby Dick (che da il titolo all'opera), oppure I fratelli Karamazov, o ancora L'insostenibile leggerezza dell'essere, I promessi sposi e Guerra e Pace.
Un modo nuovo e decisamente più divertente per volgere uno sguardo alla grande Letteratura di tutti i tempi, scovando prospettive diverse e facendo considerazioni inusuali.
Alcuni di questi racconti brevi toccano anche aspetti relativi a generi letterari diversi, ma anche aspetti della vita personale degli scrittori stessi. Interessanti soprattutto gli aneddoti di alcuni tra i più famosi autori della storia, che ignoravo totalmente, come quello su Kafka e il significato attribuito all'aggettivo kafkiano, che è molto curioso e fa sorridere, scoprendo un lato poco conosciuto dell'autore cecoslovacco.

Non posso dirvi molto altro su questo libri, primo perché sono tutti racconti assestanti, senza un collegamento tra  loro, e sopravvivono benissimo anche singolarmente; è come un trattato (passatemi il termine) che sfrutta la letteratura per parlare della vita quotidiana e non, con una strana ossessione da parte dell'autore per i piani cartesiani. E secondo perché non voglio rovinarvi il piacere che si prova leggendo queste pagine. Vi ritroverete a ridere, riflettere e scoprire cose nuove che non conoscevate, per terminare la lettura decisamente arricchiti e felici... insomma un tipico libro Gorilla Sapiens.

martedì 20 giugno 2017

SE MI DISTRAGGO PERDO di Anna Giurickovic

Ho conosciuto per la prima volta le tre sorelle di Gorilla Sapiens Edizioni la prima volta che sono andata al Salone del Libro di Torino nel 2015. e in quell'occasione, oltre a prendere la bellissima maglietta della Casa Editrice, ho comprato anche questo libro: Se mi distraggo perdo di Anna Giurickovic, perché mi aveva incuriosito molto il fatto che fossero racconti brevi tutti incentrati sul mondo femminile.


In questo libro ci sono 14 intensi racconti che conducono in un mondo tutto al femminile fatto di dolcezza, cattiveria, follia, fragilità.
Con uno sguardo malinconico e passionale , la giovane autrice traccia le vite di donne, ma anche di uomini, che si incontrano e si scontrano in una danza sensuale e tragica.
Queste brevi storie mettono a fuoco pensieri ed emozioni dei protagonisti in un flusso che diventa narrazione incalzante.








Lo stile semplice e secco dell'autrice regala dei racconti brevi estremamente veloci da leggere, il libro si legge in un sorso, che arrivano dritti al punto e sanno sconvolgere nel profondo per la loro immediatezza e la loro chiarezza nell'esprimersi.
Gli argomenti trattati in questo libricino sono difficili, complicati, impegnativi e a volte scomodi. Non sono certo racconti leggeri, per trascorrere qualche ora in tranquillità, ma sono piccole storie che sanno scavare nel profondo dell'animo umano, fino ad arrivare a quei lati più oscuri e terribili che sono insiti in alcuni di noi.
Praticamente tutti i racconti cominciano con una vena ironica, quasi divertente, che non ti prepara alla rivelazione sconvolgente, e a volte fastidiosa, che segue. Ogni storia ha un finale sconvolgente che turba l'animo del lettore.

Come ogni volta che si legge una raccolta di racconti, alcuni risultano più riusciti e riescono a rimanere più impressi nella mente. Questo dipende soprattutto dalla sensibilità del lettore: ciò che colpisce me personalmente, non è lo stesso che può fare breccia in un altro lettore.
E tra questi quattordici racconti ce ne sono stati alcuni che mi hanno colpita dritta allo stomaco, perché trattavano argomenti che hanno smosso qualcosa dentro di me, hanno toccato alcune corde molto sensibili. Come ad esempio "Nudi sul rivo del fiume" che parla di pedofilia e incesto, e di tutto il dolore che ciò si porta dietro; oppure "Piccola noce, Mia" in cui c'è una protagonista instabile; o "Rinasco lucertola" un toccante e commovente ritratto di una ragazza bulimica e del suo grande dolore; e ancora "La bambina sul pendio" che racconta l'amore tragico di due amanti molto diversi tra loro.

Le donne, e gli uomini, protagonisti di queste storie hanno tutti qualcosa da nascondere, un segreto che li logora dentro e li fa agire in modo discutibile e non consono alla morale comune.
Una lettura molto interessante, consigliata a chi desidera immergersi in racconti che colpiscono e riescono a stimolare riflessioni su argomenti delicati e decisamente scomodi, di cui è sempre difficile parlare per un motivo o per l'altro.