venerdì 18 agosto 2017

I MIGLIORI 3... LIBRI SUL FEMMINISMO


Essendo marzo il mese con al suo interno la festa della donna, mi era sembrato carino e interessante dedicargli un tema specifico qui nel blog e quindi recensire libri sul femminismo.
In pochi post, durante tutto il mese, non sono certo riuscita a esplorare appieno questa letteratura, diciamo che ho appena cominciato a scalfirne la superficie. Ma tra quelli che ho letto, ne ho identificati tre che sono importanti per capire che cos'è in realtà il femminismo e farci un'idea più consapevole su questo argomento.
Con solo tre libri partiamo dalle origini di questa corrente, negli Stati Uniti, e arriviamo ai giorni nostri, in Pakistan, passando per la Nigeria.

Dichiarazione dei sentimenti di Elizabeth Stanton e Lucretia Mott.
Un libricino piccolo, breve, ma intenso e completo, edito dalla straordinaria Caravan Edizioni, che racchiude tra le sue pagine una storia fatta di coraggio e voglia di cambiare le cose.
Quattro donne si ritrovano per un tè tra amiche e dai loro discorsi, dalle loro riflessioni e soprattutto dalle loro profonde convinzioni, nasce un movimento che da li a poco prenderà il nome di femminismo.
Dagli Stati Uniti prende il via questa corrente, che si diffonderà presto anche nel vecchio continente, che contribuirà a cambiare molte cose nel mondo e che ancora oggi continua nel suo intendo, cercando di dare a uomini e donne gli stessi diritti in tutto il mondo.
Una lettura veramente veloce e semplice, ma ricca di significato, che racconta una parte importante della storia di tutti noi.

Dovremmo essere tutti femministi di Chimamanda Ngozi Adichie.
Di cosa parli questo libro lo spiega già bene il titolo stesso. In pochissime pagine, estremamente scorrevoli, è riportato un intervento che questa autrice nigeriana ha tenuto nel dicembre 2012 alla TEDXEuston Conference (incontro annuale dedicato all'Africa).
In poche e semplici parole Adichie spiega che cosa voglia dite essere femministi al giorno d'oggi, perché lei si consideri tale e soprattutto perché sia una cosa che conviene a tutti esserlo. Che si tratti di uomini o donne: TUTTI dovremmo essere femministi.
E anche grazie a questa scrittrice oggi dichiararsi femministi vuol dire credere fermamente nell'uguaglianza sociale, politica ed economica dei sessi.

Io sono Malala di Malala Yousafzai.
E termino con questa commovente e intensa biografia di Malala, ragazzina pakistana che combatte per  garantire il diritto allo studio per tutte le bambine del suo paese, e di tutti i paesi meno fortunati.
Continua imperterrita nella sua missione anche dopo l'attentato alla sua vita nel 2012, da parte dei talebani, che la costringe in un letto d'ospedale per mesi a lottare tra la vita e la morte, e che poi porterà lei e la sua famiglia a vivere in Inghilterra e non tornare più nel suo amato paese.
Ma tutto questo non ha spaventato Malala, non l'ha scoraggiata, ma anzi l'ha resa ancora più forte e agguerrita, portandola a parlare anche alle Nazioni Unite, per far conoscere la terribile situazione del Pakistan.
Una ragazza incredibile, da cui tutti dovrebbero imparare e prendere ispirazione, per cercare di cambiare le cose e rendere il mondo un posto migliore.

venerdì 11 agosto 2017

I MIGLIORI 3... LIBRI DIVENTATI SERIE TV


Lo so che qui nel blog vi ho parlato solo di tre libri che sono diventati serie TV (o miniserie) e che quindi, non per forza, saranno i migliori tre in assoluto, di ogni tempo, ma solo i migliori di cui vi ho parlato per il momento. In più, prendiamo questa rubrica anche come un ripasso di quello che ho postato nel blog, che nel caso vi foste persi qualcosa, ora potrete recuperare.

Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket.
Serie di 13 libri per ragazzi, che raccontano le avventure dei tre orfani Baudelaire, Violet Klaus e Sunny, costretti a scappare in continuazione dal terribile Conte Olaf, interessato a mettere le grinfie sul patrimonio dei ragazzi.
Dei libri divertenti, appassionanti, ma che allo stesso tempo riescono a insegnare molto da molti punti di vista. La serie cresca insieme al lettore e ogni suo volume diventa più corposo e affronta tematiche più impegnative e serie. L'elaborazione del lutto è alla base di tutta la storia e, attraverso il modo di agire dei tre personaggi, aiuta il lettore a superare anche uno scoglio così grande come la perdita di qualcuno.
Netflix ne ha tratto una serie, di cui è disponibile la prima stagione, composta da otto episodi che coprono le vicende dei primi quattro volumi.
L'autore dei romanzi, Daniel Handler, figura tra i produttori esecutivi. Gli attori sono molto bravi e una menzione speciale va a Neil Patrick Harris, che interpreta un perfetto Conte Olaf.
La serie TV contiene molte anticipazioni dei romanzi seguenti, quindi io vi consiglio di leggere prima tutta la saga e poi dedicarvi alla visione.

Mildred Pierce di James M. Cain.
Un noir splendido, coinvolgente ed emozionante. La storia di una donna forte, determinata e risoluta. Tutto ciò che Mildred riesce a ottenere è perché se l'è guadagnato, lavorando sodo e con dignità. Ma per colpa di un uomo spocchioso e soprattutto a causa della propria figlia (odiosa), la donna perderà tutto ciò che aveva conquistato negli anni.
La mini-serie televisiva tratta da questo romanzo è della HBO ed è interpretata dalla straordinaria, maestosa e inimitabile Kate Winslet.
La trasposizione è estremamente fedele al libro, sia nelle ambientazioni che nelle vicende, addirittura alcuni dialoghi sono riportati parola per parola dagli attori.
Quindi non c'è molta differenza tra leggere il libro e guardare la serie, scegliete voi da quale dei due modi farvi sorprendere prima.

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.
Primo libro della regina del giallo, Agatha Christie, che leggo e che mi è piaciuto moltissimo.
Dieci persone vengono invitate in una villa a Nigger Island, dove una voce inumana e penetrante li accusa di essere tutti assassini. Inizia così un incubo ricco di tensione, angoscia, panico, terrore e isteria e ad uno ad uno moriranno per mano di un misterioso assassino che si rivelerà solo nelle ultime pagine del romanzo.
Intrigante e coinvolgente, che terrà il lettore incollato alle pagine fino alla sconvolgente rivelazione finale. Un libro che fa lavorare freneticamente il vostro cervello, per cercare di sbrogliare tutta la matassa, ma sarà impossibile capire chi è il vero colpevole.
La mini serie televisiva della BBC è fatta magistralmente, fedele alla storia del romanzo e in grado di trasmettere anche le stesse sensazioni della lettura, anche grazie a una suggestiva, e inquietante, colonna sonora.
In questo caso, essendo un giallo, dovete scegliere quale modo preferite per venire a conoscenza della storia e dell'assassino; essendo due cose molto simili, libro e serie TV, sicuramente la lettura del primo rovinerà la visione della seconda, e viceversa.

venerdì 4 agosto 2017

CALENDARIO DELLE LETTURE DI AGOSTO/SETTEMBRE

Luglio è stato un mese infernale, pieno di impegni, per questo la programmazione del blog ha subito un po' di variazioni e anche questa rubrica è slittata un po' più avanti di quando la propongo solitamente. Ma la normalità tornerà con l'arrivo dell'autunno e le temperature più miti, intanto con questo caldo le cose cambiano un po'. I post che pubblicherò in questo mese d'agosto saranno diversi, non ci saranno recensioni, ma soprattutto una rubrica che voglio provare a proporvi una volta a settimana; e se andrà bene diventerà protagonista qui nel blog durante i mesi estivi.
Ma intanto facciamo l'elenco delle letture che vorrei fare ad agosto, di cui vedrete le recensioni il mese prossimo, e poi diamo un'occhiata alle letture di settembre, perché mi devo preparare per il progetto che occuperà tutto il mese di ottobre. Ma una cosa alla volta, poi vi spiego meglio.

Cominciamo con la nuova uscita di Las Vegas Edizioni di Lorenzo Vargas Una più del Diavolo, che si preannuncia una lettura divertente e accattivante.
Il Diavolo è scomparso, nessuno sa dove sia. La dicotomia bene/male è fondamentale per l'umanità e senza uno dei due pesi della bilancia, che cosa potrà accadere? Sicuramente nulla di buono.
Unica speranza per sistemare le cose è Giovanni Archei, un musicista oscuro mai del tutto cresciuto. Sarà Raziel, l'angelo dei segreti, a rivolgersi a questo strano eroe per salvare l'umanità.
Mi incuriosisce molto e sarà sicuramente la mia prossima lettura. Ho proprio bisogno di qualcosa di leggero e divertente, perché sto vivendo una sorta di blocco del lettore (tipico del periodo estivo) e questo potrebbe aiutarmi a rilanciare la mia voglia di leggere.
Per rimanere in tema, ho anche il racconto Al buio scritto a quattro mani dagli editori di questa casa editrice, Carlotta Borasio e Andrea Malabaila, edito però da Intermezzi Editore. E vi farò sapere cosa ne penso anche di questa lettura veloce, che mi incuriosisce molto.

Uomini nudi di Alicia Giménez-Bartlett è un romanzo che mi ha prestato mia madre eoni fa e sarebbe anche il caso che lo leggessi e glielo restituissi. Quindi quale occasione migliore delle vacanze estive per smaltire una lettura di 440 pagine?!
Irene è un'imprenditrice che viene lasciata dal marito e decide di licenziarlo dall'azienda di famiglia, consapevole che il loro legame era stato fin dall'inizio non d'amore ma di convenienza.
Javier è un professore di letteratura licenziato per i tagli dovuti alla crisi. Per questo l'uomo cade in depressione, mettendo in difficoltà il suo rapporto con la compagna.
Accanto a Irene e Javier ci sono Ivan, il duro di periferia, e Genoveva, single anticonformista. A poco a poco le vite dei personaggi entrano in contatto e in progressiva, irresistibile collisione.
È un libro Sellerio, quindi sicuramente una garanzia.

Poi mi dedicherò a una biografia. In previsione del compleanno di Elizabeth Gaskell (il 29 settembre) ho intenzione di dedicarle una puntata di Fingerpost: indicazioni per..., come avevo fatto lo scorso aprile per Charlotte Brontë.
Non c'è molto materiale in italiano su questa straordinaria autrice dell'Ottocento (grande amica della suddetta Charlotte), purtroppo non è molto conosciuta e letta in Italia. Ma in mio soccorso arriva la bellissima casa editrice Jo March che ha pubblicato l'accurata biografia Sui passi di Elizabeth Gaskell scritta da Mara Barbuni, traduttrice di alcuni dei romanzi più famosi di questa autrice, come Gli innamorati di Sylvia e Mogli e figlie, per la stessa casa editrice.
Trascorrerò questi due mesi a cercare anche altro materiale su Elizabeth Gaskell, in modo da riuscire a fare una panoramica della sua vita il più completa possibile, e provare a far conoscere al pubblico una scrittrice che merita più attenzione.

Queste sono le letture che intendo fare assolutamente durante agosto. Sono solo tre perché voglio lasciarmi anche qualche spazio per scegliere libri spinta dall'ispirazione del momento. Ne ho talmente tanti, soprattutto nel Kindle, che non voglio programmare completamente i miei mesi di letture, ma ogni tanto voglio farmi guidare dall'istinto.
In modo leggermente diverso gestirò i mesi di settembre e ottobre, perché qui una certa programmazione serrata è quasi d'obbligo. Ho intenzione di dedicare tutto ottobre a recensioni di libri horror qui nel blog, in previsione di Halloween che chiuderà il mese con il libro horror per antonomasia (almeno per me). Non è un genere con cui ho molta confidenza, anzi possiamo dire che mi è del tutto estraneo (e mi spaventa molto); per questo mi affiderò a grandi classici e soprattutto al re di questa letteratura: Stephen King.

Per ora ne ho scelti solo tre, la cui lettura mi occuperà gran parte di settembre.
Il primo che mi è venuto in mente quando ho pensato alla letteratura horror è stato ovviamente Dracula di Bram Stoker.
Mai affrontato perché temevo mi avrebbe fatto troppa paura, e visto che io leggo soprattutto di sera, questo mi avrebbe causato molte notti insonne, ne sono sicura. Ma quale miglior occasione di addentrarmi in questa lettura, se non il mese che ospita la festa più "paurosa" di tutte ed esorcizzare un po' le mie paure.
Non credo serva illustrarvi di cosa parli questo libro, tutti al mondo lo conoscono, anche quelli che non l'hanno mai aperto in vita loro. Comunque, grazie a questa lettura, mi recherò in Transilvania per incontrare il terrificante Conte Dracula.

Il secondo classico scelto è Frankestein di Mary Shelley. Sinceramente questo libro non mi ha mai spaventato, come invece ha sempre fatto Dracula o altri del genere, ma anzi mi affascina e incuriosisce. La cosa che mi spinge di più a leggerlo è che al suo interno racchiude le basi di molti altri generi letterari, dal gotico alla fantascienza, dal thriller all'action, fino ad arrivare all'horror puro.
È la storia dello scienziato Frankestein e della sua bizzarra idea di assemblare un essere con parti di cadavere e animarlo con l'elettricità. Ma le cose precipitano velocemente e lui decide di abbandonare la sua creatura sperando che muoia, ma essa tornerà per vendicarsi.
In più sono proprio curiosa di leggere la grande opera di questa autrice, che all'epoca era una mosca bianca in una letteratura di genere prettamente maschile.

E ora arriviamo al vero punto della questione.
Il mio intento è quello di pubblicare il giorno di Halloween la recensione del libro It di Stephen King, con magari un piccolo confronto con la miniserie televisiva in due parti del 1990, che io vidi a otto anni e che mi terrorizzò a morte.
Visto che credo fermamente nel superamento delle proprie paure affrontandole, mi sento abbastanza pronta ora per affrontare questa lettura, e avrò bisogno di un bel po' di tempo, perché sono più di 1200 pagine. Spero di farcela... non tanto per la mole, ma più che altro spero non mi spaventi troppo da arrivare ad abbandonarlo.
Naturalmente io non posseggo questa "simpatica" nuova edizione del romanzo (che vedete in foto), ma ho quella del 1992 con una copertina molto più bella e sicuramente più inquietante.
Anche di questo, come Dracula sopra, non credo serva raccontarvi la trama, ma nel caso vi basti sapere che in una ridente cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano famiglia e lavoro per tornare a combatterla. E l'incubo ricomincia...

Per ora questo è il mio piano di lettura. Che ve ne pare? Sicuramente verso fine settembre e inizio ottobre dovrò scegliere altri libri horror, o comunque intorno a quel genere, per poter riempire tutto un mese di recensioni. Sto pensando a qualcosa di Neil Gaiman, più soft ma sempre in tema, o anche Shirley Jackson, Edgard Alan Poe e Lovecraft. Ma ci penserò a tempo debito.
Intanto, voi cosa state leggendo? Vi ho incuriosito con qualche titolo? Avete intenzione di leggere qualcuno di questi libri? Soprattutto gli ultimi tre, così possiamo fare un piccolo gruppo di lettura, perché io avrò sicuramente bisogno di sostegno... Ma soprattutto avete qualche consiglio da darmi a riguardo, qualche romanzo horror che devo assolutamente leggere?

martedì 1 agosto 2017

L'ALTRA FIGLIA di Annie Ernaux

I libri di questa autrice francese sono considerati dei veri classici contemporanei. Amatissima in patria, qui da noi è arrivata grazie a L'Orma Editore, che ha tradotto, oltre a questo, anche Il posto, Gli anni e Memoria di ragazza.
Tutti i suoi romanzi sono autobiografici e anche L'altra figlia è uno spaccato della sua vita che racconta un momento importante della sua esistenza, estremamente personale, che racchiude nelle sue pagine una riflessione su cosa voglia dire a volte essere figlia e soprattutto sorella di qualcuno che non c'è più.

In un'assolata domenica d'estate una bambina ascolta per caso una conversazione della madre, e la sua vita cambia per sempre: i genitori hanno avuto un'altra figlia, morta ancora piccola due anni prima che lei nascesse.
È una rivelazione che diviene lo spartiacque di un'infanzia, segna il destino di una donna e di una scrittrice, e infiamma l'intensa prosa di questo romanzo breve.
"Per lasciarsi alle spalle il fuori fuoco del vissuto" Annie Ernaux intraprende una lettera impossibile a quella sorella sconosciuta. Rivivono così i sensi di colpa e i moti d'orgoglio, le curiosità taciute e le inconfessabili gelosie, il peso del confronto e il privilegio di essere amata.
Ancora una volta la grande autrice francese intesse una prodigiosa corrispondenza di sensi tra vivi e morti, scolpendo in una scrittura perfetta la storia di una relazione fragile, preziosa e irrimediabile come ogni esistenza umana.

Lo stile di Annie Ernaux è poetico e raffinato, in poche pagine e attraverso un linguaggio semplice e scorrevole racconta una storia che ha un grande significato per lei. Una narrazione ricca di sensazioni, emozioni e sentimenti che la aiutano anche a riflettere su quel rapporto mancato con la sorella scomparsa e mai conosciuta.
Una lunga lettera intrisa di particolari, che le serve per fare finalmente il punto della situazione su una vicenda che non ha mai affrontato completamente, che ha sempre vissuto guardandola da distante e a volte ignorandola del tutto. La scrittrice da finalmente sfogo ai suoi pensieri, consegnando al lettore un piccola ed emotivamente coinvolgente parte della sua vita.

All'inizio Ernaux ripensa a quel giorno, di molti anni prima, in cui ascoltò di nascosto sua madre raccontare della figlia avuta prima di lei e tragicamente scomparsa. È una rivelazione sconvolgente per lei, che non riesce ad accettare e che per molti anni a venire cercherà di ignorare e nascondere. Ma tutto il suo vissuto, compreso questo piccolo avvenimento che è rimasto sopito dentro di lei per molto tempo e che ha scavato nella sua mente e influenzato il suo modo di vedere le cose, l'ha portata ad essere la scrittrice che è oggi: un'autrice che attinge alla sua vita privata per raccontare storie toccanti e intense. Così decide di scrivere questa lettera, indirizzandola alla sorella mai conosciuta e vista solo attraverso poche foto ingiallite, per mettere nero su bianco una riflessione complessa e sofferta; ma anche per ringraziarla, perché è anche grazie a lei se oggi si ritrova con una penna in mano a scrivere romanzi dall'enorme successo. Probabilmente questa vicenda ha segnato in qualche modo il suo destino, spingendola a diventare nient'altro che una scrittrice.

Con uno sguardo al passato l'autrice analizza gran parte della sua vita dopo l'incredibile scoperta, rendendosi conto dell'enorme senso di colpa che l'ha accompagnata perché lei è sopravvissuta e la sorella no; lei ha ricevuto più amore (o almeno per più tempo) dai genitori, che invece si sono visti strappare l'altra figlia dalle braccia amorevoli per colpa di una malattia; la gelosia provata nello scoprire che "l'altra era più buona di quella lì"; l'inevitabile confronto con una persona che non c'è più, la cui presenza è invisibile ma costantemente percepibile, perché chissà come sarebbe potuta diventare: sarebbe stata più bella, più brava, più intelligente, più... e che ha lasciato un'impronta dentro di lei nonostante la sua assenza; e poi anche il rammarico di non essersi informata su questa sorella, di non averne mai parlato con i genitori quando erano ancora in vita, o di non aver chiesto notizie a parenti e amici di famiglia.
Per tutta la vita Annie Ernaux si trova a fare i conti con questa figura ingombrante e silenziosa, con cui non può parlare, confrontarsi e litigare; una bambina di cui non conosce praticamente nulla, se non il nome e l'aspetto visto in una vecchia fotografia rovinata, e di cui ormai non scoprirà mai nient'altro e si dovrà accontentare solo dell'immagine che si è costruita nella mente.

Un romanzo breve, di nemmeno ottanta pagine, che si legge con calma in un caldo pomeriggio d'estate. Coinvolgente ed emozionante, a tratti commovente, intenso per il tema trattato, ma che vi scorrerà tra le mani grazie anche a una prosa e un talento difficili da trovare nei romanzi contemporanei. Il tutto contornato da una splendida veste grafica, di quelle che solo L'Orma Editore sa fare: copertine semplici e lineari, ma ricche di significato, che sanno cogliere l'essenza della storia attraverso un'immagine.

venerdì 21 luglio 2017

QUALCUNO CAMMINA SULLA TUA TOMBA di Mariana Enriquez

Da dicembre dell'anno scorso, da quando sono tornata a casa da Roma, questo libro è rimasto ad aspettarmi pazientemente sulla mia libreria. Attendeva il suo momento e finalmente è arrivato. Non vedevo l'ora di leggerlo, lo desideravo molto, e grazie al progetto #IndieBBBCafè delle Book Bloggers Blabbering ho avuto una scusa più che valida per leggerlo, dato che tutto il mese di luglio è dedicato alla casa editrice indipendente Caravan Edizioni.
Forse è più un libro invernale, ma anche con questa insopportabile calura, Qualcuno cammina sulla tua tomba di Mariana Enriquez è riuscito a regalarmi delle serate piacevoli e rilassarmi, accompagnandomi attraverso paesi diversi e interessanti.

Amore e morte nel cimitero di Genova, la ricerca di tracce del vudù a New Orleans, il furto di un osso nelle Catacombe di Parigi...
Mariana Enriquez, "collezionista di cimiteri", ci regala la sua personale guida delle città dei morti più suggestive in giro per il mondo.
Non c'è nulla di macabro in queste pagine: i cimiteri di Mariana sono città invisibili in cui milioni di vite continuano a esistere in nomi, date, epitaffi, foto sbiadite, leggende, splendide statue.
Così nelle ultime tracce che i morti hanno lasciato a propria memoria - le tombe -, l'autrice ritrova pezzi di storia, mitografie impossibili, racconti di paura.



Lo stile della Enriquez è fresco, pulito e genuino. Niente di complicato, scorre velocemente sotto gli occhi, invoglia alla lettura ed è praticamente un libro impossibile da posare finché non lo si finisce.
Il libro è composto da diversi racconti, di lunghezze decisamente diverse, ma che non sono assolutamente racconti inquietanti sui cimiteri, anzi, sono passeggiate tranquille in questi luoghi per vederli semplicemente per quello che sono: dei posti di riposo, silenziosi che trasmettono tranquillità, che non nascondono nulla di spaventoso o macabro, ma che al contrario hanno da raccontare molte storie.
A dire la verità sì, alcune storie sono un po' inquietanti, come ad esempio quella del bambino messicano, di Guadalajara, morto d'infarto a causa della sua paura del buio, e che veniva disotterrato da qualcuno tutte le notti.
Ma solo alcune sono così macabre, la maggior parte sono racconti curiosi e interessanti di persone del tutto comuni.

Mariana Enriquez racconta queste storie con un enorme rispetto nei confronti dei defunti e una sana curiosità nel capire cosa sia successo veramente e perché. Non c'è nulla di macabro o ossessivo nelle sue indagini, lei non vuole dare ai cimiteri che visita quella parvenza di mistero e inquietudine, ma ne è affascinata e incuriosita per ciò che questi posti possono raccontare. E questo è percepito dal lettore che legge queste pagine, e si lascia influenzare, coinvolgere e incuriosire.
Questo libro racchiude delle semplici camminate per cimiteri che l'autrice ha fatto in giro per il mondo, visitando alcuni dei luoghi di sepoltura più famosi, più grandi, più affascinanti e più maestosi che si conoscano (e non). Ma ciò che la Enriquez aggiunge a queste storie, per dare quel tocco in più e quindi interessare ancora di più il lettore, è accennare velocemente, ma con parole semplici e chiare, alla storia del Paese in cui si trova quel determinato cimitero. Le spiegazioni di alcune vicissitudini storiche e attuali di quei posti, unite ad accadimenti personali della scrittrice, arricchiscono questi racconti, dando una visione più ricca e completa.

Molto spesso quando leggo dei racconti ce ne sono alcuni che mi piacciono di più e altri di meno, è normale. In questo caso non è successo. Il fatto che siano così diversi, ma uniti da un filo comune che è la morte e l'amore, me li ha fatti piacere tutti a loro modo. Ogni storia è particolare e interessante, ma anche le culture che le circondano sono così diverse tra loro da renderle speciali e memorabili. Come ad esempio la descrizione di come si festeggia il Giorno dei Morti, 2 novembre, in Messico; oppure la storia dell'isola Martín García in cui "nessuno muore" (cosa sono tutti vampiri?); o le difficoltà dei primi insediamenti dei coloni in Australia, più precisamente a Rottnest Island, che andarono a scapito degli aborigeni; o ancora il museo del Vudù in Louisiana e il suo cimitero ricco di defunti con storie curiose; per non parlare del cimitero ebraico della Colonia Novibuco a Basavilbaso in Argentina.

Per quanto i Paesi visitati dall'autrice siano molto distanti tra loro, il modo che hanno di vivere la morte li accomuna e anche la disposizione dei defunti, per il riposo eterno, è molto simile: con lapidi bianche, croci grandi e piccole, e statue o monumenti imponenti per ricordare il caro estinto.
È curioso notare, grazie a questo libro, come in qualsiasi parte del mondo alcune morti e luoghi particolari siano legati a credenze popolari, superstizioni e riti scaramantici. Ogni cimitero ha la sua leggenda.
Un libro consigliatissimo, che vi accompagnerà per diversi giorni, raccontandovi storie interessanti e affascinanti, che vi farà scoprire angoli diversi del mondo e che vi trasmetterà una grande calma e tranquillità, invitandovi a fare una passeggiata nel cimitero più vicino a voi.

martedì 11 luglio 2017

QUELLO CHE È SUCCESSO A JOANA di Valèrio Romão

Continuiamo il nostro mese del #IndieBBBCafè dedicato a Caravan Edizioni e lo facciamo con un libro bellissimo e struggente, che è anche la loro ultima uscita.
Parlo di Quello che è successo a Joana dello scrittore e poeta portoghese Valèrio Romão. Questo romanzo insieme ad un altro intitolato Autismo, nelle intenzioni dell'autore, dovrebbero far parte di una trilogia intitolata Paternità mancate.

Joana aspetta da otto anni di diventare madre. Insieme al marito ha già cambiato tre volte il colore della stanza del bimbo.
Quando una notte, al settimo mese di gravidanza, le si rompono le acque, corre in ospedale seguendo un piano che ha programmato sin nei minimi dettagli.
La sala travaglio è una stanza delle torture dove le donne affrontano la ritmicità dei dolori nell'indifferenza professionale del personale sanitario. Ma le cose non vanno secondo le previsioni. Errore umano? Destino geneticamente determinato?
Unica via di fuga per far fronte a un inaccettabile fallimento sarà scivolare in una follia straripante, in grado comunque di procurare a Joana un'inattesa forma di consolazione.


Lo stile di Valèrio Romão è ricco e corposo, a volte diventa quasi lirico e astratto sottolineando così il suo essere anche poeta. Una scrittura che all'inizio appare un po' complicata, difficile da seguire, ma basta prenderci un po' la mano e nel giro di poche pagine scorre benissimo, fluida e veloce. Così veloce che a un certo punto ho rallentato la lettura, perché non volevo finirlo troppo in fretta e desideravo gustarmelo appieno fino all'ultima pagina.

Il romanzo comincia con una scena inquietante, a tratti disturbante per quello che succede e per come è descritto. Dopo aver superato l'ostacolo di leggere quei contenuti, ho capito che era una scelta azzeccatissima dell'autore: con quella scena il lettore prende subito confidenza con l'ambientazione inquietante, sconvolgente e a volte surreale, che poi incontrerà qualche pagina dopo e che lo accompagneranno, con sensazioni ed emozioni veramente forti, per tutto il romanzo.
Ci ritroviamo a vivere quello che per Joana dovrebbe essere uno dei giorni più belli della sua vita, ma che a causa di un infausto destino, si trasforma in un incubo terribile.
La povera Joana si ritroverà, abbandonata in una sala travaglio insieme ad altre donne, a soffrire e ad avere paura, senza la possibilità di affidarsi alla compassione di nessuno, nemmeno di suo marito che verrà tenuto distante e all'oscuro di questo momento precedente al parto.
La protagonista all'inizio cercherà di farsi carico anche della sofferenza delle altre partorienti, aiutandole e sostenendole; ma ben presto quella situazione frustrante e sconvolgente avrà la meglio su di lei e la isolerà nel suo letto, sprofondata quasi nella follia, in attesa di mettere al mondo suo figlio.
Al lettore, del tutto avviluppato e coinvolto dalla storia, sembrerà di essere in quella terribile sala travaglio, sentendo le urla e le imprecazioni delle donne, i loro pianti e sospiri. Io mi sono ritrovata a desiderare di riuscire a tenere la mano di queste ragazze e poterle consolare.

Un perfetto e incisivo romanzo di denuncia sulla situazione delle partorienti in alcuni ospedali. Donne spaventate, confuse e doloranti lasciate completamente a sé stesse. Dottori troppo arroganti e altezzosi per concedere una parola gentile o un po' di conforto. Infermiere distratte, frustrate e indifferenti che non si permettono nemmeno un minimo di educazione e delicatezza nel trattare le povere gestanti.
Un ambiente decisamente ostile, che sicuramente non prepara, non mette a proprio agio e che non permette di vivere serenamente una delle gioie della vita (o che almeno dovrebbe esserlo).
Vi avviso che si prova molto stupore misto a tristezza leggendo come viene trattata Joana e cosa è costretta a sopportare, l'empatia nei suoi confronti è tanta, ma c'è anche molta rabbia. Rabbia verso il personale sanitaria, al quale una persona si affida in un momento di bisogno e di sofferenza e che non è in grado di dare una risposta empatica e rassicurante.

Non crediate che sia solo un romanzo, cioè non pensiate che sia tutto inventato o circoscritto ad alcuni ospedali portoghesi. No cari miei, purtroppo no. Si tratta di una realtà molto comune, presente in moltissimi ospedali del mondo, anche molti in Italia.
Per questo motivo è nata anche una campagna in tutto il mondo (in Italia è contrassegnata dall'hashtag #bastatacere) contro la violenza ostetrica. Potrete leggere la testimonianza di migliaia di donne che raccontano di come sono state trattate male, in modo irrispettoso, a livello fisico e psicologico da dottori, ostetriche e infermiere, molte umiliate pesantemente e derise, trattate peggio che animali.
Se vi interessa approfondire vi lascio il link all'articolo del Corriere della Sera che spiega tutto molto bene e riporta anche alcune testimonianze, in modo che possiate farvi un'idea di questa grave piaga che una società civile e rispettosa non dovrebbe avere, soprattutto in ambienti delicati come gli ospedali.

Come finirà questa storia? Cosa succederà a Joana? Troverà un po' di pace e sollievo? Non sarò certo io a dirvelo, ma dovrete leggere questo splendido libro.
Per qualcuno sarà dura e difficile, ma vi sprono ad arrivare fino in fondo perché ne vale veramente la pena. Una storia toccante, che vi entrerà nel cuore per non abbandonarvi più. Perfettamente scritta, ricca di dettagli e accuratamente costruita; una lettura drammatica e sconvolgente, che vi aprirà anche gli occhi su una realtà estremamente attuale e troppo comune nel mondo.

giovedì 6 luglio 2017

Uno sguardo al catalogo di CARAVAN EDIZIONI

Questo sarà un breve post in cui vi racconterò un po' alcuni libri Caravan edizioni che mi piacerebbe leggere. Naturalmente mi piacerebbe leggerli tutti, e prima o poi lo farò, ma per ora diamo uno sguardo a quelli più interessanti secondo me.

Il primo in assoluto che vorrei avere è Rivendicazione dei diritti delle donne, che insieme agli altri due che ho Dichiarazione dei sentimenti e Alle fanciulle e alle figlie del popolo andrebbero a formare un bel terzetto di letture femministe. Infatti questo libricino è uno dei primi documenti di filosofia femminista, scritto addirittura nel 1792.
Per curiosità l'autrice di questo documento, Mary Wollstonecraft, donna forte ma dalla vita breve, è anche la madre di Mary Shelley l'autrice di Frankenstein.




Avendo cominciato a leggere Qualcuno cammina sulla tua tomba, che vi assicuro è bellissimo e molto curioso, mi sembra doveroso leggere la prima pubblicazione di Mariana Enriquez cioè Quando parlavamo con i morti,
Si tratta di tre racconti inquietanti: uno su una tavola ouija, uno su una donna sfigurata e il terzo parla di Machi, che gestisce l'archivio dei bambini scomparsi e si affeziona al caso di una prostituta quattordicenne.
Se vi piace questo genere non potete certo lasciarvelo scappare, io non sono un'amante di questi libri, ma lo trovo estremamente interessante e affascinante che non vedo l'ora di leggerlo.



Un'altro libro interessante è Opendoor, di Iosi Havilio, ambientato in un paesino vicino a Buenos Aires racconta la storia di una donna, la cui compagna è sparita nel nulla, e lei si ritrova a stringere relazioni con persone sofferenti quanto lei, che la porteranno a perdersi sempre di più.
Prima opera di questo scrittore argentino ricca di disagio, smarrimento e malinconia, promette di essere molto bello e coinvolgente.






In finale c'è Bastardia, della scrittrice portoghese Hélia Correia, una storia di crescita e consapevolezza di sé, ma anche di un viaggio importante per un ragazzo, che desidera con tutte le sue forze, e che forse è predestinato a fare a causa di un sortilegio fatto a sua madre.
La giusta dose di avventura e magia tipica della letteratura portoghese, spagnola e anche sudamericana.






Non so voi ma io sono molto curiosa di leggere questi libri, che faranno parte sicuramente dei miei prossimi acquisti.
E ora tocca a voi: cosa vi piacerebbe leggere di Caravan edizioni? Andate subito a consultare il loro catalogo e poi venite subito a dirmelo. Aspetto i vostri consigli.