mercoledì 28 giugno 2017

ROMANZI A PUNTATE: DIECI PICCOLI INDIANI di Agatha Christie


Circa un mese fa ho visto che in televisione davano le due puntate della mini-serie omonima del capolavoro di Agatha Christie Dieci piccoli indiani. Dato che non avevo mai letto un giallo (lo so, è vergognoso) e soprattutto mai un giallo di Agatha Christie (ancora più vergognoso), ho deciso che era arrivato il momento di provare questo genere, e quale scelta migliore se non cominciare con la regina del delitto in persona?!
Per una volta la televisione mi ha spinta ad uscire dalla mia zona confortevole, mi ha fatto affrontare un genere diverso dal solito, che mi ha conquistata e che da ora leggerò molto volentieri.

Dieci persone estranee tra loro sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l'invito.
Non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli, hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. e una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini.
Per gli ospiti intrappolati sul quell'isola è l'inizio di un incubo: angoscia, paura, terrore, panico e quasi isteria. Emozioni e accuse reciproche che si susseguono omicidio dopo omicidio, fino alla rivelazione finale.





Lo stile di Agatha Christie è sublime: con pochissime descrizioni è in grado di caratterizzare perfettamente i personaggi, e qui ce ne sono dieci tutti distinguibili tra loro, riconoscibili immediatamente quando appaiono in scena. I dettagli che il lettore ha su ogni personaggio sono molto scarni, ma incredibilmente nella sua mente si delineano delle figure precise, con tratti somatici e caratteriali specifici, creando personaggi a tuttotondo.
La scrittura è semplice e diretta, pochi e veloci dialoghi, facile da seguire anche quando l'autrice cambia le carte in tavola e tenta di disorientare il lettore, ma senza confonderlo, in modo da non perdere la sua attenzione.
Una vera e propria detective story con le sue formule e convenzioni, in cui il lettore è continuamente sorpreso da rivelazioni, scoperte e intrecci. Un'opera intelligente e curata nei minimi dettagli, che fa lavorare la mente di chiunque la legga, stimolando il ragionamento, le riflessioni e accrescendo la curiosità. Una vera partita d'intelligenza tra autrice e lettore che, manco a dirlo, si conclude a favore della Christie.

Non ci sono assolutamente descrizioni di sangue e violenza, è tutto molto più sottile e pacato, più psicologico ed emotivo, in grado di creare comunque una tensione crescente, che parte in sordina per poi esplodere nelle ultime pagine, man mano che ci si avvicina alla risoluzione del caso.
Ho riscontrato anche una certa vena ironica nel descrivere alcune scene, forse un modo per smorzare la tensione del momento, che provoca dei sorrisi amari dato ciò che si sta leggendo.
In quest'opera c'è la volontà di impartire una morale ottimistica alla fine, ma mi sono informata e a quanto pare è una cosa che ricorre in tutti i libri di Agatha Christie. Alla fine la verità e la giustizia trionfano sempre, in qualche modo il colpevole (o i colpevoli...) ha ciò che si merita, al contrario di quanto accade di solito nella realtà e ciò ha l'intento probabilmente di rasserenare il lettore.

Per gran parte della storia i personaggi sono sospettosi e diffidenti tra loro, il sospetto verso chiunque è una costante, sia nella mente del lettore, sia tra i dieci protagonisti che continuano ad accusarsi a vicenda. Un costante senso d'angoscia, di tensione e sospetto verso tutti aleggia su ogni pagina, ed è estremamente affascinante e coinvolgente.
Sicuramente questa lettura ha fatto muovere costantemente le rotelle del mio cervello. Ho sospettato di diversi personaggi, ho fatto riflessioni e ragionamenti per cercare di capire cosa stesse succedendo in realtà, sono arrivata addirittura a pensare all'esistenza di una forza superiore che manovrasse i fili della storia. Ma non c'è nulla di soprannaturale nelle opere di Agatha Christie. Tutto è molto realistico e frutto della, contorta e sadica, mente umana. Arrivando alle conclusioni finali, in cui tutto viene svelato, ho sorriso divertita scoprendo di non aver capito proprio nulla, di essere stata ingannata perfettamente dall'autrice che ha seminato indizi lungo tutto il libro, ma che non li ho saputi leggere correttamente.
Una lettura coinvolgente, che mi ha tenuto incollata alle pagine fino alla fine, e che poi ha saputo sorprendermi come pochi libri riescono a fare.

La BBC One ha trasmesso nel 2015 la miniserie omonima tratta da questo romanzo; originariamente composta da tre puntate di 60 minuti ciascuna, ma ridotte a due da un'ora e mezza quando è stata trasmessa in Italia per la prima volta nel novembre del 2016.
Questa è solo l'ultima, in ordine cronologico, delle innumerevoli trasposizioni cinematografiche, televisive e teatrali di quest'opera. Personalmente ho visto solo questa e mi è sembrata molto accurata nelle sceneggiatura, nella scenografia e nei costumi, molto fedele al libro.
Gli attori scelti sono tutti molto bravi. Questa è una storia che si svolge molto tramite gli sguardi e il non detto e le loro interpretazioni sono magistrali: con un solo sguardo riescono a trasmettere emozioni intense e tensione.
Tra i più noti Aidan Turner, che qui interpreta Philip Lombard, e potete vederlo anche nei panni di Ross Poldark nell'omonimo period drama; Charles Dance, qui il giudice Wargrave, ma che nei nostri cuori sarà sempre papà Lannister de Il trono di spade; Miranda Richardson attrice britannica che interpreta l'austera Emily Brent, ma che ha al suo attivo innumerevoli serie TV e altrettanti film (tra cui anche Harry Potter); e Sam Neil, neozelandese, famoso soprattutto per i suoi ruoli in pellicole cinematografiche (come ad esempio nell'ultimo film Marvel, Thor: Ragnarok) e in questa miniserie è il generale MacArthur.

Ci sono delle differenze tra romanzo e serie TV, come è ovvio che sia quando c'è questo cambiamento di registro. Alcune cose che funzionano nei libri non sono trasportabili sullo schermo, e dal canto suo la televisione usa tecniche diverse per mettere al corrente lo spettatore di alcune cose, come ad esempio l'uso dei flashback che in questa miniserie servono soprattutto a far conoscere la storia pregresse dei personaggi, fondamentale per capire lo svolgimento della storia.
Altri piccoli particolari discostano dalla storia originale: come ad esempio il nome dell'isola, perché i tempi sono cambiati e socialmente non sarebbe più accettato il nome originale Nigger Island. Anche l'usare sempre e solo il termine "indiani" al posto di "negretti" usato invece nel romanzo, sottolinea il cambiamento della società e che certi termini non è più giustificato usarli.
Hanno aggiunto anche una storia d'amore tra Vera Claythorne e Philip Lombard, che nel romanzo non esiste proprio, perché la sottotrama amorosa incuriosisce sempre e appassiona, anche se in una storia come questa non ce n'era proprio bisogno.

Nella miniserie tutti e dieci i personaggi appaiono colpevoli di omicidio a loro modo, attraverso numerosi flashback il telespettatore capisce che tutti e dieci i protagonisti hanno un animo cattivo e che nel passato hanno commesso un crimine di cui non si pentono più di tanto, perché hanno delle motivazioni per cui si giustificano. Nel romanzo invece questo non è così chiaro, ma viene lasciato al giudizio del lettore. Quello che nella serie TV è dato per certo e sicuro, cioè la colpevolezza di tutti, nel romanzo è sottinteso e per alcuni personaggi addirittura non si ha mai la certezza della loro colpevolezza, nemmeno a romanzo concluso.

Un'ottima trasposizione che permette di arricchire le immagini che si erano create in mente durante la lettura. Le ambientazioni sono perfette, così tetre e cupe, a volte con risvolti horror e spaventosi, da far venire veramente i brividi. E la musica di sottofondo, usata per l'intera durata della serie (tre ore) senza interruzioni, ma con alcuni picchi a sottolineare le scene più incisive, crea un'atmosfera ricca di tensione, agitazione e senso di claustrofobia.
Insomma una visione perfetta da fare dopo la lettura di questo capolavoro di Agatha Christie, che riesce a trasmettere esattamente le stesse emozioni del romanzo e che non deluderà nemmeno i più affezionati al libro.

venerdì 23 giugno 2017

MOBY DICK E ALTRI RACCONTI BREVI di Alessandro Sesto

Questo era un libro Gorilla Sapiens che volevo da tanto tempo. ne avevo letto recensioni entusiastiche e me ne avevano parlato benissimo.
Quindi ringrazio di cuore Simona. del blog Letture Sconclusionate, per avermelo regalato il dicembre scorso, quando mi sono recata a Roma a trovarla.
Dato che l'#IndieBBBCafè delle Book Bloggers Blabbering dedica tutto il mese a questa divertente e particolare Casa Editrice, è un piacere per me parlarvi di quest'opera.

Può la lettura influenzare la routine quotidiana?
Cos'hanno in comune la vita di un impiegato e di un poeta maledetto?
Perché non bisogna mai dire Adios, Scheherazade?
Qual è il vero significato della manzoniana espressione vile meccanico?
Come mai Leopardi rimpiangeva la vita prima di Facebook, pur vivendo prima di Facebook?
Sono solo alcuni dei quesiti a cui cercherà di rispondere l'eroe di questi racconti: un irriducibile amante dei Classici che proverà a "vivere secondo Letteratura", cacciandosi suo malgrado in situazioni surreali ed esilaranti.
Una guida dissacrante e arbitraria alle opere dei grandi della letteratura.


Ciò che salta subito agli occhi, leggendo Moby Dick e altri racconti brevi, è l'indiscussa conoscenza che l'autore ha dei Classici della Letteratura mondiale e degli scrittori che l'hanno creata. È  una cosa che non si può mettere in dubbio, nemmeno per un momento durante la lettura, perché traspare in ogni pagina e in ogni riga.
Anche la cultura e la preparazione di Alessandro Sesto è palese. Il linguaggio usato è ricercato e di livello, ma non appare mai pretenzioso, caratterizzato da un'ironia intelligente e mai volgare.
In questo modo viene consegnato nelle mani del lettore un libricino con racconti interessanti, comici, veloci e piacevoli da leggere, ma soprattutto studiati e composti accuratamente.

Si capisce subito che non sono semplici racconti di vita quotidiana, ma più che altro un analisi diversa dal solito, molto ironica, su alcuni romanzi Classici (quelli con la C maiuscola) come ad esempio Moby Dick (che da il titolo all'opera), oppure I fratelli Karamazov, o ancora L'insostenibile leggerezza dell'essere, I promessi sposi e Guerra e Pace.
Un modo nuovo e decisamente più divertente per volgere uno sguardo alla grande Letteratura di tutti i tempi, scovando prospettive diverse e facendo considerazioni inusuali.
Alcuni di questi racconti brevi toccano anche aspetti relativi a generi letterari diversi, ma anche aspetti della vita personale degli scrittori stessi. Interessanti soprattutto gli aneddoti di alcuni tra i più famosi autori della storia, che ignoravo totalmente, come quello su Kafka e il significato attribuito all'aggettivo kafkiano, che è molto curioso e fa sorridere, scoprendo un lato poco conosciuto dell'autore cecoslovacco.

Non posso dirvi molto altro su questo libri, primo perché sono tutti racconti assestanti, senza un collegamento tra  loro, e sopravvivono benissimo anche singolarmente; è come un trattato (passatemi il termine) che sfrutta la letteratura per parlare della vita quotidiana e non, con una strana ossessione da parte dell'autore per i piani cartesiani. E secondo perché non voglio rovinarvi il piacere che si prova leggendo queste pagine. Vi ritroverete a ridere, riflettere e scoprire cose nuove che non conoscevate, per terminare la lettura decisamente arricchiti e felici... insomma un tipico libro Gorilla Sapiens.

martedì 20 giugno 2017

SE MI DISTRAGGO PERDO di Anna Giurickovic

Ho conosciuto per la prima volta le tre sorelle di Gorilla Sapiens Edizioni la prima volta che sono andata al Salone del Libro di Torino nel 2015. e in quell'occasione, oltre a prendere la bellissima maglietta della Casa Editrice, ho comprato anche questo libro: Se mi distraggo perdo di Anna Giurickovic, perché mi aveva incuriosito molto il fatto che fossero racconti brevi tutti incentrati sul mondo femminile.


In questo libro ci sono 14 intensi racconti che conducono in un mondo tutto al femminile fatto di dolcezza, cattiveria, follia, fragilità.
Con uno sguardo malinconico e passionale , la giovane autrice traccia le vite di donne, ma anche di uomini, che si incontrano e si scontrano in una danza sensuale e tragica.
Queste brevi storie mettono a fuoco pensieri ed emozioni dei protagonisti in un flusso che diventa narrazione incalzante.








Lo stile semplice e secco dell'autrice regala dei racconti brevi estremamente veloci da leggere, il libro si legge in un sorso, che arrivano dritti al punto e sanno sconvolgere nel profondo per la loro immediatezza e la loro chiarezza nell'esprimersi.
Gli argomenti trattati in questo libricino sono difficili, complicati, impegnativi e a volte scomodi. Non sono certo racconti leggeri, per trascorrere qualche ora in tranquillità, ma sono piccole storie che sanno scavare nel profondo dell'animo umano, fino ad arrivare a quei lati più oscuri e terribili che sono insiti in alcuni di noi.
Praticamente tutti i racconti cominciano con una vena ironica, quasi divertente, che non ti prepara alla rivelazione sconvolgente, e a volte fastidiosa, che segue. Ogni storia ha un finale sconvolgente che turba l'animo del lettore.

Come ogni volta che si legge una raccolta di racconti, alcuni risultano più riusciti e riescono a rimanere più impressi nella mente. Questo dipende soprattutto dalla sensibilità del lettore: ciò che colpisce me personalmente, non è lo stesso che può fare breccia in un altro lettore.
E tra questi quattordici racconti ce ne sono stati alcuni che mi hanno colpita dritta allo stomaco, perché trattavano argomenti che hanno smosso qualcosa dentro di me, hanno toccato alcune corde molto sensibili. Come ad esempio "Nudi sul rivo del fiume" che parla di pedofilia e incesto, e di tutto il dolore che ciò si porta dietro; oppure "Piccola noce, Mia" in cui c'è una protagonista instabile; o "Rinasco lucertola" un toccante e commovente ritratto di una ragazza bulimica e del suo grande dolore; e ancora "La bambina sul pendio" che racconta l'amore tragico di due amanti molto diversi tra loro.

Le donne, e gli uomini, protagonisti di queste storie hanno tutti qualcosa da nascondere, un segreto che li logora dentro e li fa agire in modo discutibile e non consono alla morale comune.
Una lettura molto interessante, consigliata a chi desidera immergersi in racconti che colpiscono e riescono a stimolare riflessioni su argomenti delicati e decisamente scomodi, di cui è sempre difficile parlare per un motivo o per l'altro.

venerdì 9 giugno 2017

L'INTERPRETAZIONE DEI SOGNI DI FREUD ASTAIRE di Angelo Zabaglio (aka Andrea Coffami)

Il mese di giugno dell'#IndieBBBCafè delle Book Bloggers Blabbering è tutto dedicato alla Gorilla Sapiens Edizioni. Per conoscerla meglio vi rimando all'intervista, condotta da Carla su Una banda di cefali, alle tre sorelle fondatrici di questa piccola casa editrice romana.
Durante questo mese, qui nel blog, vi parlerò di tre libri editi Gorilla Sapiens, tutti e tre raccolte di racconti brevi, e voglio partire con L'interpretazione dei sogni di Freud Astaire di Angelo Zabaglio (aka Andrea Coffami).

Una raccolta di racconti surreali ed esilaranti, che con un umorismo a tratti amaro conduce in un universo di stranezze, pulsioni e trasgressioni dall'ordinario.
L'autore ci presenta un immaginario straziante e provocatorio, che non teme censure, e a cui il lettore accede attraverso il filtro di uno sguardo naive, valicando i limiti delle convenzioni sociali e del buon senso, per aprirsi all'imprevedibile campo dell'assurdo.
A definire lo stile pop di quest'opera contribuiscono, infine, il pastiche linguistico di dialetti, gerghi e stile colloquiale e i frequenti riferimenti alla cultura televisiva e cinematografica.





Ogni sinossi, sui libri Gorilla, comincia con questa frase: "Caro lettore di quarta di copertina". L'ho sempre trovato molto carino che si rivolgessero direttamente al lettore, in modo da farlo sentire coinvolto e partecipe di ciò che sta leggendo, e in questo modo lo accompagnassero per mano a scoprire, con poche e semplici parole, di cosa tratti il libro in questione.
Resta comunque difficile definire questo libro, quasi impossibile incasellarlo in un determinato genere, ma questa è la caratteristica principale delle opere Gorilla Sapiens
Sicuramente L'interpretazione dei sogni di Freud Astaire può essere visto come uno sguardo comico, ma soprattutto ironico, sulla cultura e la società contemporanea. Aneddoti divertenti, al limite dell'assurdo e del ridicolo, e a volte anche del grottesco, che assomigliano proprio a dei sogni, quei sogni privi di senso logico che si fanno molto spesso.

Trentadue racconti molto brevi, diretti, pungenti e che arrivano dritti al punto senza tanti giri di parole. Una scrittura quella di Angelo Zabaglio chiara e semplice, che scorre velocemente e fa terminare il libro in un battere d'occhio.
Ho avuto il pacere di assistere a un reading dell'autore a Roma durante Più Libri Più Liberi ed è stato molto divertente. Poi l'ho incontrato al Book Pride di Milano e in quell'occasione mi sono fatta autografare il libro. Angelo/Andrea è una persona molto simpatica e divertente, un burlone che sa sempre come rubarti un sorriso. A testimoniarlo è anche come ha ridotto la copia del libro che avevo comprato per farmela firmare, scrivendo frasi e facendo disegnetti su alcune pagine (come quello qui accanto). Che da un'ossessiva compulsiva come me, che non apre troppo i libri per non rovinarli, subito avrei voluto strozzarlo, ma poi c'ho riso su, consapevole anche del fatto che il volume acquisterà di valore nel caso di morte dell'autore. ;-D
Per conoscerlo un po' meglio e assaggiare il suo umorismo vi consiglio di fare un salto sulla sua pagina Facebook Stiamo affreschi.

Non tutti i racconti,però, mi sono piaciuti, perché a volte scade in una volgarità che personalmente non apprezzo, ma che non toglie niente all'opera intera, anzi mi hanno scioccata e lasciata un po' interdetta e credo che parte dello scopo fosse proprio quello.
Ma la maggior parte mi sono piaciuti moltissimo. Mi hanno fatto sorridere e ridere di gusto, come ad esempio: Contatti, Anna e lo specchio magico, Io sono leggenda, Non c'è due senza tre, oppure ancora Buono il primo e Io sono Superman.
Ho apprezzato molto quando, nel bel mezzo di un racconto, Angelo Zabaglio apre una parentesi per esprimere una propria riflessione o perplessità; è una delle parti che ho preferito e che mi ha fatto più ridere, data la sagacia e l'acume delle sue osservazioni.

Mentre leggevo la seconda metà di questo libro, dove a mio parere ci sono i racconti più belli e divertenti, ero nella sala d'aspetto del mio dottore, circondata da molte persone che non facevano altro che controllare la loro bacheca di Facebook (ma prima dell'era dello smartphone e dei social network questa gente cosa faceva nei momenti morti? Boh!). Comunque, ero dal dottore, e la gente ogni tanto alzava gli occhi dal telefono per guardare me che sghignazzavo mentre leggevo. A volte non riuscivo a trattenermi e mi scappava proprio una risata, e in quei casi alzavano tutti lo sguardo e sorridevano con me (o di me?). Ad ogni modo, ho tenuto ben in alto il libro, in modo che tutti potessero leggere il titolo e magari essere invogliati a comprarlo.